Sotto le 300 parole #1

Come ogni blogger che si rispetti, ecco la mia newsletter.

In questo numero #1 poche parole, giusto due righe per dirvi che cosa e perché.

Il quando e quanto, anche se sempre “Sotto le 300 parole”, lo deciderà la mia vena artistica e il tempo a disposizione, sempre feroce nel suo scorrere via veloce.

Come foglie d’autunno…

ovvero che cosa?

Inizierò con una citazione dal libro che sto leggendo, qualcosa che mi ha colpita.

…nei libri che leggo…

ovvero come?

Da quelle poche righe ci ricamerò sopra qualcosa: pensieri sparsi, una storia nella storia, una riflessione, un invito, una serie di domande. Chi lo sa? Mi lascerò trasportare dalle parole e dalle sensazioni. Un immenso e felice esercizio di scrittura creativa.

…le onde che s’infrangono

ovvero a voi la parola.

Perché, poi, rimarrò a disposizione per sentirvi raccontare la vostra, di impressione. Perché mi sono accorta che se vi lascio spazio, mi raccontate tante cose; mi sono accorta che i messaggi scambiati sanno di buono, come l’erba appena tagliata o le foglie in autunno, quando scricchiolano mentre inizia a piovere. Siete l’onda che s’infrange sulla sabbia e mi piace sedermi ad ascoltare.

Inizio io però, come a scuola, che se non si da il via si aspetta in eterno.

Mi piace raccontare, mi piace scrivere, ho voglia di creare un discorso.

Vedere la relazione che effetto fa.

Il tempo vola via veloce, vorrei fare tanto, scrivere tanto, immaginare ancor di più e mettere per iscritto quello che penso. A volte, spessissimo in realtà, non ne ho il coraggio. Oggi ci provo, oggi vi invio la mia newsletter, la vecchia lettera che vi arriva nella vostra buca delle lettere personale. Così mi leggete e ci raccontiamo. Le scadenze nel tempo libero non sono il mio forte, per cui vi farò da sorpresa non appena l’ispirazione avrà lo spazio nelle mie giornate.

Vi aspetto, alla NEWSLETTER prossima.

Michela

Il Panda avvinazzato

In centro alla stanza,

quasi un palco circolare,

come fossimo al Grande Circo degli Orrori, Continua a leggere

Cosa succede fuori città: il genio bruciato, l’unico talento comico.

Il palco era letteralmente carbonizzato.

Le sue scarpe, incollate, lasciavano il segno delle sue battute ormai scomparse. Continua a leggere

E così, scrivo anch’io

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Un tavolo odoroso, carta e penna. Scrivere.

La capacità di svuotarmi. E’ questo che mi ha regalato il Corso di pensieri scritti e @lascianca sopratutto. La capacità di ritrovare la Scrittura come metodo per svuotare il marasma che vige dentro di me e poter così fare spazio al nuovo marasma. Non solo, mi ha fatto vedere, attraverso una meravigliosa e spalancata finestra, tutto ciò che c’era al di fuori del mio mondo ormai cristallizzato in ritmi che a volte, anzi il più delle volte, non sono io a determinare. Continua a leggere