Pasqua: il nostro viaggio a Roma

Il viaggio a Roma era un po’ che lo sognavo.

Sognavo di rivivere quell’atmosfera che mi aveva accompagnato nell’ultimo, tanti anni fa. Le amiche, la spensieratezza, un nuovo amore ed una città magica, quasi scintillante nella mia testa.

Poi mi sono ricordata di essere madre e di essere sposata. No un nuovo amore non era possibile, ma tutto il resto sì, vero?! Continua a leggere

La libreria di Pemba

SAM_2474Lavorare in libreria è molto duro, ma amo profondamente quelle ore trascorse in mezzo a mille libri di cui faccio spesso fatica a capire il senso, il significato.

E’ una libreria strana, che rispecchia il carattere eterogeneo di chi l’ha creata, il carattere e le scelte di coloro che decidono quale libro inviare.

Ora la libreria è più colorata e far lavorare i ragazzi alla pulizia e alla scelta di collocazione mi sembra li faccia sentire più parte del luogo in cui lavorano.

Io mi sento piena, con una energia rinovata ed una speranza, l’idea che, se”trattata bene”, la libreria potrà dare i suoi frutti.

Venire qui mi è servito per comprendere meglio l’area in cui ci stiamo muovendo, il posto in cui da lontano operiamo. Mi è servito anche per comprendere che qui potrei essere utile, ma che è inutile pensare di esserlo solo in un luogo e in uno spazio non ben definiti, soprattutto senza definire il tempo.

Il silenzio della libreria mi da pace ed ora arrivano idee e serenità diverse, come a capire che il mondo è un altro e anche a casa può essere differente, più vicino a ciò che sono e alla vita nella quale credo.

Mi sembra che dare forma alla libreria sia dare forma a me stessa.

Collocarmi.

Costruirmi.

Rifinire me stessa dandomi il tempo di guardarmi allo specchio, in faccia.

Lavorare alla libreria mi da tempo e spazio, serenità.

E’ linfa di vita, mi restituisce l’aria da respirare.